Questo argomento contiene 2 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Laura.it 9 mesi, 3 settimane fa.

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  • #194542
     Laura.it 
    Partecipante

    Carissimi colleghi, questa volta svolgo l’incarico di CTP,in difesa di un costruttore riguardo contestazioni varie di umidità, ponti termici ecc.i quali potranno essere oggettivamente valutati, ma l’aspetto che ritengo importante è che la parte attrice, acquirente, nella globalità delle opposizioni indica una eccessiva rumorosità dell’unità immobiliare.
    Il CTU intende attuare una verifica strumentale dei requisiti acustici passivi, con riferimento al DPCM 5/12/97, mentre la mia posizione vorrebbe contrastare questa attività, sicuramente penalizzante per il costruttore, adducendo queste motivazioni:
    1) Parte attrice non ha fornito alcuna prova a sostegno delle proprie contestazioni
    2) La legge 88/2009 disapplica la L.447/95 (non trova applicazione nei rapporti tra privati) ( e quindi il DPCM)
    3) La legge 96/2010 riconferma e prescrive la corretta esecuzione dei lavori a regola d’arte, asseverata da un tecnico
    4) Quindi il DPCM non è applicabile ma solo verifica della corretta regola d’arte vigente all’epoca della costruzione.
    In questo modo vorrei contrastare l’esecuzione delle prove fonometriche e disquisire solo sola corretta regola d’arte, riferita alla sola qualità dei materiali.
    Preciso infine che: l’agibilità è già stata rilasciata e nel capitolato lavori allegato al compromesso non si fa riferimento ad uno specifico isolamento acustico.
    E’ evidente il mio interesse di parte, ma vorrei conseguirlo nel rispetto degli accordi pattuiti e delle norme vigenti all’epoca (2012, oltre che delle consuetudini esecutive al momento della costruzione, senza strumentali interpretazioni.
    Sarebbe inoltre corretto sottolineare che il CTU rischia di produrre prove a favore dalla parte Attrice, senza che ci sia stato contraddittorio nella produzione di relazioni tecniche al riguardo, in quanto interpreta zelantemente le normative, alle quali intende affidarsi? Tenuto conto che parte attrice non ha nemmeno indicato quali potrebbero essere i componenti non insonorizzati.
    Grazie mille per i vostri preziosi pareri. Laura Itali

    #194543
     lb 
    Partecipante

    Difficile, come sempre, esprimere un parere senza una corretta conoscenza degli atti; nel tuo caso, bisognerebbe vedere lo sviluppo del contenzioso e conoscere gli esatti quesiti.
    Comunque, se la causa è tra acquirente ed impresa costruttrice ed il quesito in merito al rumore sia di verificare l’esecuzione a regola d’arte dei lavori eseguiti (isolamento acustico), credo – e quindi concordo con te – che il Ctu si stia infilando in “cul de sac” volendo eseguire le prove fonometriche.
    Infatti, compito dell’impresa era quello di seguire “alla lettera” il progetto utilizzando i materiali indicati dal progettista e dalla D.L. ed applicandoli correttamente.
    Eseguendo le sole prove fonometriche, il Ctu non constaterebbe – in pratica – se l’effettiva realizzazione dei lavori sia stata eseguita seguendo il progetto; otterrebbe solo dei risultati per capire se il rumore è nella norma o se è fuori norma.
    Nel primo caso, potrebbe dire che è tutto in regola (ma non potrebbe comunque dire che vi sia stata regola d’arte non conoscendo i materiali e le applicazioni effettivamente eseguiti); nel secondo caso (fuori norma) non potrebbe in ogni caso attestare la mancanza di regola d’arte.
    Sarebbe quindi più corretto eseguire dei saggi di verifica.
    Se però il quesito è di verificare il rumore lamentato, è evidente che il Ctu dovrà necessariamente eseguire le prove fonometriche per stabilire se tale rumore sia nella norma considerata l’epoca di costruzione del fabbricato (personalmente lo riferirei ai rumori tra differenti unità imm., rumori di calpestìo e rumori di impianti di funzionamento continuo e discontinuo ed eventualmente ai rumori esterni)
    Fossi in te non mi addentrerei tanto nelle contestazioni legislative all’operato del Ctu (tra l’altro la Corte Costituzionale nel 2013 ha dichiarato incostituzionale la norma da te citata riguardo la L. 96/2010) e le lascerei al difensore legale.
    Se il quesito è sulla regola d’arte, tu contesta a verbale che l’effettuazione dei rilievi fonometrici non ha riferimenti col quesito posto e che debbano invece essere eseguite diverse valutazioni ed accertamenti di carattere materiale con confronti con progettazioni e dichiarazioni di conformità.

    #194545
     Laura.it 
    Partecipante

    Grazie mille Ib, ritengo corretta ed equilibrata la riflessione che proponi per mettere a verbale che le rilevazioni fonometriche non sono esaustive del quesito, orientato invece alla verifica della coretta esecuzione dell’opera, con riferimento ai documenti di progetto.
    Certamente la metterò a verbale; già mi sembra importante poter sottolineare la riconsiderazione delle procedure per ripensare alle concrete responsabilità, negligenze od opportunismi strumentali che ci possono allontanare da una valutazione serena delle circostanze.
    L’argomento è delicato e le normative non del tutto definite; la saggezza del CTU è sempre decisiva e indispensabile.

    Ancora tante grazie.

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