Contratto di trasporto, vettori e subvettori: limiti e modifiche

Con riferimento al contratto di trasporto di cui all’art. 1678 del codice civile, la relativa disciplina è statarecentemente modificata con la legge di stabilità del 2015, prevedendo alcuni rilevanti interventi sulla precedente normativa (dgls 286/2005).

Tra questi cambiamenti è anche stato previsto un limite al numero di subvettori che, nell’esecuzione del servizio, possono essere utilizzati.

La nuova formulazione dell’art. 6-ter Dlgs 286/2005 prevede, in particolare, “Il vettore incaricato della prestazione di un servizio di trasporto può avvalersi di sub-vettori nel caso in cui le parti concordino, alla stipulazione del contratto o nel corso dell’esecuzione dello stesso, di ricorrere alla sub-vettura. Il vettore assume gli oneri e le responsabilità gravanti sul committente connessi alla verifica della regolarità del sub-vettore, rispondendone direttamente ai sensi e per gli effetti del comma 4-ter dell’articolo 83-bisdel decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112

Quindi, il PRIMO ricorso alla subvettura è possibile ma ciò deve essere  previsto all’origine dagli accordi (non necessariamente scritti) tra committente e vettore nel contratto di trasporto.

In mancanza di tale accordo tra committente e vettorein caso di affidamento da parte del vettore di eventuale sub-vettura il contratto può essere risolto per inadempimento, fatto salvo il pagamento del compenso pattuito per le prestazioni già eseguite.”; se si violano i patti, dunque, e il vettore si rivolge comunque a subvettori pur non essendo previsto, il committente può risolvere il contratto di trasporto per inadempimento.

Proseguendo al “passaggio” successivo, qualora sia previsto il ricorso a subvettori, per quanto riguarda il successivo affidamento del trasporto ad eventuali altri subvettori il comma 3 del citato art. 6-ter  prevede “Il sub-vettore non può a sua volta affidare ad altro vettore lo svolgimento della prestazione di trasporto. In caso di violazione di tale divieto il relativo contratto è NULLO, fatto salvo il pagamento del compenso pattuito per le prestazioni già eseguite. In tal caso il sub-vettore successivo al primo ha diritto a percepire il compenso già previsto per il primo sub-vettore il quale, in caso di giudizio, è tenuto a esibire la propria fattura a semplice richiesta. Inoltre, nel caso di inadempimento degli obblighi fiscali, retributivi, contributivi e assicurativi, il sub-vettore che affida lo svolgimento della prestazione di trasporto assume gli oneri e le responsabilità connessi alla verifica della regolarità, rispondendone direttamente ai sensi e per gli effetti del comma 4-ter dell’articolo 83-bisdel decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112“.

Quindi  per legge è stata prevista la nullità di successivi rapporti di subvettura, e nel caso in cui il primo subvettore affidi lo stesso ad altri lo svolgimento del trasporto, è previsto che sia lui responsabile della regolarità sui subvettori successivi (responsabilità in solido con i subvettori entro il limite di un anno dalla cessazione del contratto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi agli enti competenti, dovuti limitatamente alle prestazioni ricevute nel corso della durata del contratto di trasporto).

Pur restando tale responsabilità in capo al primo subvettore, va detto che è comunque consigliabile evitare che il proprio subvettore affidi ad altri il trasporto: il successivo art. 7 dispone infatti “nei confronti dei soggetti che esercitano abusivamente l’attività di autotrasporto, le sanzioni di cui all’articolo 26, comma 2, della legge 6 giugno 1974, n. 298, si applicano al committente, al caricatore ed al proprietario della merce che affidano il servizio di trasporto ad un vettore che non sia provvisto del necessario titolo abilitativo, ovvero che operi violando condizioni e limiti nello stesso prescritti”, e che “laddove il conducente del veicolo con il quale è stato effettuato il trasporto abbia violato le norme sulla sicurezza della circolazione stradale, di cui al comma 6, il vettore, il committente, nonché il caricatore ed il proprietario delle merci oggetto del trasporto che abbiano fornito istruzioni al conducente in merito alla riconsegna delle stesse, sono obbligati in concorso con lo stesso conducente“.

Al netto di quanto appena detto, l’ipotesi in cui resta possibile ricorrere ad ulteriori subvettori è quella del trasporto di “collettame”, vale a dire il trasporto di merci varie di più proprietari, fatte viaggiare su un unico mezzo di trasporto  che le raccoglie lungo il percorso e le distribuisce a più destinatari; in quali casi è infatti “concessa la facoltà di avvalersi per l’esecuzione, in tutto o in parte, delle prestazioni di trasporto di uno o più sub-vettori dopo ogni rottura di carico“.

0 Comments

Leave a reply

CONTATTACI

Se avete domande o dubbi, non esitate a contattarci. Lo Staff di Consulenti Tecnici vi risponderà prima possibile.

Sending

©2015 Consulenti Tecnici - C.F. BRBPTR80P18E463B - Design by Housegrafik

Log in with your credentials

or    

Forgot your details