Il contratto preliminare: di cosa si tratta

Il contratto preliminare non è altro che un primo accordo, con cui le parti inquadrano i punti essenziali di un futuro contratto definitivo, che regolerà un determinato rapporto.

Di fatto simili accordi hanno la finalità di tranquillizzare una delle due parti in merito alla futura definizione di un affare, consentendo anche (ad esempio in ambito immobiliare) di procedere medio tempore con il recupero della liquidità necessaria all’affare, eventualmente anche mediante richiesta di finanziamento.

Con un contratto preliminare, in sostanza, le parti si vincolano fin da subito alla stipula di un contratto definitivo, solitamente individuando anche le conseguenze legate alla mancata finalizzazione dello stesso.
Per la validità di simili patti è necessario, come per  qualunque altro contratto, che siano indicati in modo sufficientemente certo gli elementi essenziali dell’accordo, vale a dire le parti, il corrispettivo, l’oggetto, il termine per la stipula del contratto definitivo, e che sia rispettata la forma prevista per il contratto definitivo (1351 c.c.).

L’oggetto del contratto dovrà inoltre essere possibile, lecito, determinato o determinabile, come previsto dall’art. 1346 c.c, mentre i casi di nullità e di annullabilità del contratto sono regolati dagli artt. 1418 c.c. e ss. previsti per la generalità dei rapporti contrattuali.

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