Spese legali e di ctu, ripartizione nel condominio in caso di contenzioso

Qualora all’interno della compagine condominiale ci si trovi a dover ripartire le spese legali sostenute dal condominio in un contenzioso contro un soggetto terzo, nulla quaestio: le spese saranno suddivise secondo gli orinari criteri tra tutti i condomini (ad esclusione dei dissenzienti).

Nel caso in cui, però, il condominio debba sostenere talune spese legali nell’ambito di un giudizio intrapreso contro un singolo condomino (per tali intendendosi anche le spese necessarie ad una eventuale consulenza tecnica ufficio), si pone il problema della ripartizione. In non pochi casi i costi vengono ripartiti tra tutti i condomini senza esclusioni, generando numerose (e fondate) polemiche.

In generale, sotto il profilo normativo, spesso si è richiamato l’articolo 1132 del codice civile, secondo il quale “Il condomino dissenziente, con atto notificato all’amministratore, può separare la propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza. L’atto deve essere notificato entro 30 giorni da quello in cui il condomino ha avuto notizia della deliberazione.

In passato taluna giurisprudenza tendeva infatti a dare applicazione analogica all’articolo 1132 del codice civile, sul presupposto che il condomino-controparte esprima chiaramente il proprio dissenso circa le conseguenze della lite in corso contro di sè, essendo non a caso controparte.

Con una recente decisione, tuttavia, la Suprema Corte (cass. civ. 18 giugno 2014, n. 13885) ha escluso che si possa applicare anche solo in via analogica la norma sopra richiamata: ove infatti un condomino si trovi ad essere in lite con la compagine condominiale, si viene a creare una vera e propria scissione della compagine che vede il singolo condomino divenire controparte dell’ente di gestione. 

In tal caso quindi devono essere applicate le norme procedurali generali, che regolano i rapporti di rifusione propri di un normale giudizio, e le relative spese legali (qualora poste a carico del condominio) andranno imputate alla sola parte realmente soccombente. Vale a dire, quindi, a carico di tutti i condomini ad eccezione del singolo condomino in lite. 

Tale orientamento, peraltro, era già stato affermato anche in precedenza, proprio dalla suprema corte  (cass. civ. n. 801 del 1970) che aveva osservato come “nell’ipotesi di controversia tra condomini l’unità condominiale viene a scindersi di fronte al particolare oggetto della lite, per dare vita a due gruppi di partecipanti al condominio in contrasto tra loro, con la conseguenza che il giudice, nel dirimere la controversia deve provvedere anche definitivamente sulle spese del giudizio, determinando secondo i principi di diritto processuale quale delle due parti in contrasto le debba sopportare, nulla significando che nel giudizio il gruppo dei condomini costituenti la maggioranza sia stato rappresentato dall’amministratore.

La Cassazione proseguiva dicendo che “va riaffermato il principio secondo il quale tra le spese che devono essere regolate in seguito alla definizione del processo sono ricomprese quelle che la parte abbia sostenuto anteriormente all’inizio del medesimo e adesso collegate da un nesso di pertinenza e rilevanza tra cui quelle di ufficio e di parte sostenute nella fase di accertamento tecnico preventivo acquisito al processo di merito“.

Nel medesimo senso il Tribunale di Bari terza sezione 11 aprile 2006, secondo il quale “le spese legali sostenute dal condominio in un giudizio contro un condomino non possono essere ripartite pro quota anche tra il suddetto condomino“, e il Tribunale di Genova terza sezione 5 dicembre 2005, secondo il quale “in tema di ripartizione delle spese legali in caso di liti tra condomini e condominio si viene a creare una separazione di interessi che comporta anche la ripartizione delle spese tra i due diversi centri di interesse“.

Concludendo, alla luce di quanto precede si ritiene che le spese legali e di c.t.u. sostenute dalla compagine condominiale nell’ambito di un procedimento giudiziale instaurato nei confronti di un singolo condomino debbano essere ripartite solo ed esclusivamente tra il gruppo di condomini che è controparte nel giudizio del singolo condominio.

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